OMOSESSUALITÁ E DONAZIONI DEL SANGUE

di Gaia Piazza
 
 
Dal primo luglio, in Svizzera, ai gay non sarà più negata la possibilità di donare il proprio sangue: l’istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic) ha approvato la richiesta inoltrata la scorsa estate dall'organizzazione Trasfusione CRS Svizzera. La Swissmedic ha tuttavia posto alcuni paletti: in primo luogo gli omosessuali non dovranno aver avuto rapporti sessuali durante gli ultimi dodici mesi, e in seconda istanza, annualmente, dovrà essere realizzato un rapporto sugli effetti di queste nuove misure. Finora il divieto di donazione veniva giustificato con il rischio di trasmissione di agenti patogeni come i virus dell'immunodeficienza umana (HIV, responsabile dell'Aids) e dell'epatite B e C, indipendentemente dal comportamento sessuale dell’individuo in questione.
Ad oggi gli omosessuali non possono donare il sangue in molti degli stati europei. Dietro questo trattamento impari si celano dei vecchi cliché i quali, nel 1983, in Francia hanno portato alla totale esclusione degli omosessuali dalla donazione di sangue, un divieto tutt’ora esistente e applicato in diversi paesi. La seguente immagine spiega nel dettaglio la situazione attuale nel nostro continente.
 
 
 
Dal 2001 l’Italia ha abolito con un decreto ministeriale (a firma del ministro Veronesi) la discriminazione tra donatori eterosessuali e omosessuali, secondo il principio per cui ad essere a rischio non è l’orientamento sessuale bensì il comportamento, cioè l’eventuale rapporto sessuale non protetto. Il maggior numero di contagi tra soggetti omosessuali non è quindi una condizione sufficiente a giustificare un divieto a priori. Tuttavia nel nostro paese sono stati più volte segnalati casi di discriminazione, anche negli ultimi anni, come al Policlinico di Milano dove tra i criteri di sospensione dall’elenco donatori si può leggere «rapporti sessuali tra maschi».
 
Una battaglia da combattere. I vincoli sulle donazioni da parte di omosessuali risalgono in America al 1983, quando a fronte dell'emergenza Aids l'Fda impose il divieto a vita per chiunque avesse avuto rapporti con qualcuno dello stesso sesso. Soltanto due anni fa, dopo le pressioni della società civile, le restrizioni sono state finalmente ‘alleggerite’: gay e bisex possono donare il proprio sangue, ma a patto di essersi tenuti alla larga dai rapporti per un anno. Insomma, in America (proprio come in Svizzera e nella maggior parte del continente europeo) la strada della donazione sembra essere meno difficile per un etero che abbia avuto rapporti multipli non protetti piuttosto che per un omosessuale con un unico partner.
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