GAYCS, LA “COPPIA (IM)PERFETTA”, SECONDO MARIANO LAMBERTI

Marco e Alex entrano in contatto attraverso una app per incontri erotici. Si conoscono, si piacciono e vanno a convivere. Diventano prestissimo una coppia a tutti gli effetti. Marco però non rinuncia a seguire le proprie pulsioni sessuali e tradisce ripetutamente Alex che, nonostante il tentativo di dissimulare, inizia a covare un sordo risentimento nei confronti del fidanzato.

È questa la trama dell’ultimo romanzo di Mariano Lamberti, “Una coppia perfetta. L’amore ai tempi di Grindr”, edito da goWare nella collana “Pesci Rossi” e presentato lo scorso 29 gennaio presso il “Coming Out”, storico locale “gay-friendly” della capitale. In rappresentanza di AICS, da sempre attenta alle tematiche LGBT, c’era Adriano Bartolucci, responsabile del settore Gaycs.

Napoletano, classe 1967, Lamberti – che nel 1997 ha realizzato il documentario “Una storia d’amore in quattro capitoli e mezzo”, sullo scrittore ebreo Brett Shapiro e che più recentemente è stato regista di “Good As You. Tutti i colori dell’amore” – in quest’ultimo suo lavoro ha voluto porre una lente di ingrandimento sulle debolezze e sulle manie di una coppia, tutt’altro che perfetta, nella quale si ricorre alle bugie e ai tradimenti più per inconsapevolezza che per disonestà.

«Siamo così abituati a mascherarci dinnanzi agli altri, che finiamo per mascherarci dinnanzi a noi stessi». Era quanto affermava La Rochefoucauld, convinto che gli uomini non avrebbero vissuto a lungo in società se non si fossero ingannati reciprocamente e in modo ripetuto. Del resto, da Platone, che ne sottolineava l’utilità, a Machiavelli, che ne apprezzava il valore strumentale, sono stati in molti, nel corso dei secoli, a considerare la menzogna un valore costitutivo della socialità. In tal senso, Lamberti non cerca affatto di rifugiarsi nella idealizzazione dei propri personaggi: Marco e Alex sono narcisi, immaturi, ma è proprio questo che li rende credibili.
«Volevo scrivere per riflettere su come stia cambiando il concetto di coppia con l’avvento di Grindr e delle altre app per incontri, basate in particolare sulla geolocalizzazione. Si tratta di programmi per smartphone che, riconoscendo il luogo in cui ci si trova, riescono ad indicare in tempo reale quante e quali siano le persone connesse, specificando a quale distanza si trovino. Io credo che Grindr sia uno strumento neutro. Tutto dipende dal modo in cui le persone ne fanno uso, da come si rapportano al mondo. Queste app hanno sicuramente ‘ridotto’ le distanze tra gli essere umani, ma, per qualche verso, ci hanno impigriti nella conoscenza reale, nella ricerca di una vera intimità», ci ha detto l’autore a proposito del suo lavoro.
«La comunicazione interpersonale è fondamentale per andare oltre l’apparenza. Questo vale sia per le coppie omo che eterosessuali: in particolare, per quanto riguarda le prime si sono fatti enormi passi avanti. Oggi ci sono le unioni civili e la comunità LGBT ha una discreta visibilità nello spazio pubblico. Tutto questo ha permesso a molte persone di uscire dal cono d’ombra in cui si sentivano costrette a vivere – ha spiegato Lamberti -. Certamente la scrittura, come la politica, ha un ruolo importante nel contrastare le discriminazioni, siano esse basate sul genere, sull’orientamento sessuale o su ogni altro aspetto attinente la sfera privata degli individui. Ma ciò che più mi sta a cuore è che alle giovani coppie gay arrivi un messaggio ottimistico: la coppia rimane ancora una fertile, incredibile opportunità per migliorare se stessi. Si può crescere insieme e, al di là degli errori, ci si può perdonare reciprocamente, per ritrovarsi».
Quanto alle menzogne, a noi, forse, non resta che imparare la lezione dall’amante del Sonetto 138 di William Shakespeare:
«Quando il mio amore giura d’esser tutta fedeltà
io voglio crederle, anche se so che mente,
perché possa pensarmi un giovane immaturo,
che del mondo ignora l’arte sottil del fingere.
Così […] candidamente accetto la sua lingua menzognera
– e da entrambi la pura verità è taciuta.
Ma perché ella non dice di essermi infedele?
E perché anch’io non le dico d’esser vecchio?
[…] Per questo con lei mento e lei mente con me,
e nei nostri errori ci lusinghiam mentendo».
Susanna Mantioni

Share on Facebook

Informazioni aggiuntive

Questo sito, e gli strumenti di terze parti da questo utilizzato, si avvale di cookies per erogare i servizi. Per saperne di più, negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta le policy.

Procedendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.